Gli spaghetti, il pomodoro e l'unità nazionale

La prima ricetta di pasta al pomodoro di cui abbiamo traccia è del 1839, più di vent'anni prima dell'unità nazionale; e se fatta l'Italia bisognava fare gli Italiani, siamo pronti a scommettere che la buona cucina è stata un collante straordinario. Del resto, cosa unisce più di una bella spaghettata?


Lo scrittore Cesare Marchi, nel suo libro "Quando siamo a tavola", osservava che "L'unità d'Italia, sognata dai padri del Risorgimento, oggi si chiama pastasciutta".
E’ vero che la buona tavola riesce a metterci tutti d'accordo come poche altre cose, e per ciascuno la cucina nazionale è un po' come quella materna: insuperabile! 

Siamo tutti così affezionati ai sapori di casa che spesso non sappiamo rinunciarvi neppure all’estero, con effetti tragicomici: il turista italiano che si dispera di fronte alla carbonara fatta con la panna è diventato una macchietta. 
Forse la nostra passione quasi mistica per la cucina può suscitare un sorriso; sui social esistono intere pagine dedicate agli “Italians mad at food”, gli Italiani che si arrabbiano per il cibo, dove vengono collezionati i commenti sopra le righe di nostri connazionali scandalizzati da piatti come la parmigiana di pollo o le fettuccine Alfredo. 

Eppure, se ce la prendiamo tanto a cuore - e se un sondaggio di qualche anno fa rivelava che 90 Italiani su 100 preferiscono la cucina nazionale a tutte le altre, un motivo ci sarà.
E forse il segreto della cucina italiana è proprio l'aver saputo abbracciare le mille e mille sfaccettature regionali per farne una ricchezza, senza mai transigere sulla qualità delle materie prime e sull’amore per la genuinità. E noi di De Rica lo sappiamo bene..!

L’Italia è il Paese europeo che conta il più alto numero di prodotti agroalimentari protetti da una tutela di origine; e ci troviamo spesso sulle barricate per salvaguardare le nostre specialità contro le contraffazioni "italian sounding" che spuntano un po’ da ogni parte del mondo. 
Perché se è vero che l'imitazione è la più sincera delle adulazioni, allora la cucina italiana è oggetto di una vera pioggia di lodi maldestre: dal formaggio "Parmesan" o "Grana Parrano" alla misteriosa "Ragu pizza sauce".
Se storciamo il naso, però, non è per snobismo culinario.

Il fatto è che dentro ogni ricetta ci sono il gusto delle materie prime e del territorio che le ha prodotte, l’abilità di chi le ha raccolte e preparate, la perizia di chi cucina: ogni piatto è un sapere che diventa sapore.
E noi Italiani lo sappiamo.

Sorridiamone pure, allora; continueremo sempre a innamorarci di un patrimonio culinario che non ha uguali in tutto il mondo e, oggi come allora, a commuoverci un po’ davanti a un piatto fumante di pastasciutta.

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